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sabato 9 gennaio 2021

Prezzo ora = prezzo troppo alto 8 mesi fa moltiplicato per 6

I fan di Tesla spesso di offendono quando provo solo ad ipotizzare che Musk sia un bluffer.
Non capiscono che in casi come questi tutte le altre ipotesi sono tutte molto meno lusinghiere.





venerdì 25 settembre 2020

Se Tesla fosse una birreria /2 (doverose precisazioni)

Dopo l'ultimo post è opportuno chiarire alcuni punti.
Lo scopo della metafora del Sig. Muschio / Musk era far capire l'importanza di porsi la questione "sostenibilità" dell'azienda Tesla, illustrando un caso molto più semplice e comprensibile del complesso sistema industriale che gira intorno al mondo dell'auto.

Per come l'ho scritto, mi rendo conto che al lettore potrebbe sembrare che io abbia una precisa idea su chi e in che termini abbia ragione tra il sig. Bepi ed il Sig. Muschio. O che, fuor di metafora, io abbia la ferrea convinzione che Elon Musk stia consapevolmente vendendo solo grandi illusioni agli azionisti destinati a rimanere col cerino in mano. Non è così. Il titolo del blog non è "Tesla è un bluff", ma "Tesla è un bluff?". E non è affatto una domanda retorica, anzi: lo scopo del blog è cercare di rispondere a questa domanda.  Ovviamente la mia opinione me la sto facendo ed è, a grandi linee, questa: Musk non possiede una formula magica che gli permettere di produrre e vendere automobili in modo sensibilmente migliore rispetto a quanto fanno o potrebbero fare le case tradizionali. D'altra parte mi sembra decisamente esagerato descrivere Tesla come un banale Schema Ponzi: Tesla potrà vendere anche tante illusioni, ma le auto esistono ed Elon Musk si sta realmente impegnando a costruirle belle, robuste ed in grandi volumi. Tra i due punti estremi, lì in mezzo da qualche parte tra Charles Ponzi ed il Genio della Lampada, c'è l'imprenditore Musk. Trattasi di talentuoso ed infaticabile uomo d'affari del terzo millenio, realmente innovatore con il solo vizietto di promettere sistematicamente risultati molto più eclatanti di quelli realisticamente perseguibili, oppure è conscio che gli obiettivi dichiarati non sono realizzabili ed è tutto parte di un bluff che sta magistralmente orchestrando? A che scopo? Chi sarebbero i suoi compagni d'avventura? E quando è lecito attendersi l'ultimo atto?
Cercare di rispondere a
 queste domande è lo scopo di questo blog. 

sabato 19 settembre 2020

Se Tesla fosse una birreria (o dell'importanza di capire il Musk imprenditore)

Il Sig. Muschio è un imprenditore di successo nel campo dell'informatica con la passione per la birra. Decide di aprire una mega birreria e vuole farlo in grande stile. Non bada a spese: location da favola, 500 coperti, giardino esterno con annesso terreno coltivato a luppolo ad uso del micro birrificio interno e impianto iper-tecnologico di spillatura per servire migliaia di birre con pochissimo personale. L'investimento totale del Sig. Muschio è di 10 milioni di euro. L'attività parte con il botto: nonostante una birra venga venduta a ben 11 euro alla pinta, la gente fa la coda per entrare in quel locale di cui tutto il paese parla e dove si beve - a detta di alcuni - la migliore birra del mondo.

Possiamo quindi decretare il successo della birreria del Sig. Muschio? Ovviamente no. Fino a quando gli introiti della birreria non avranno pagato l'investimento iniziale e cominceranno ad arrivare profitti veri, non potremo sapere chi ha ragione tra la visione del Sig. Muschio e quella del Sig. Bepi: 

il Sig. Muschio

lunedì 3 agosto 2020

4 miliardi di dollari

Poche settimane dopo il primo bonus ecco arrivare il secondo.
Tesla per la prima volta nella sua storia è riuscita a chiudere quattro quarter di fila in utile (v. report Q2/2020), condizione necessaria all'inclusione nel listino S&P 500.
Questa prospettiva ha innescato l'ennesimo rally sul titolo che si è così avvicinato ai 300 miliardi di capitalizzazione e permetterà ad Elon Musk si conquistare anche la seconda tranche di stock option prevista dal suo incentive plan.

Tesla Stock Price

In forza dei 150 miliardi di dollari di capitalizzazione media sui 6 mesi, Musk avrà diritto ad acquistare altre 1,69 milioni di azioni al prezzo fissato di 350$, contro un attuale valore di mercato di poco meno di 1500$. Il suo premio, se "incassato" agli attuali valori di mercato, gli renderebbe quindi circa 4 miliardi.

Ma i risultati che sta ottenendo Tesla in questi ultimi quarter sono davvero così buoni?

Coming soon...

lunedì 6 luglio 2020

TESLA SHORT SHORTS

Troll-meter ancora una volta fuori scala per Elon Musk. Sullo Shop ufficiale di TESLA è ora disponibile l'articolo "TESLA SHORT SHORTS" in vendita a oltre 69,42 dollari.
Si tratta di un paio di pantaloncini rossi, con la scritta "S3XY" (riferimento ai 4 modelli di auto) sul retro.
Cosa significa tutto questo?! Che Elon Musk si sta divertendo a sfottere gli short seller di Tesla, cioè gli investitori che vendono allo scoperto le azioni, scommettendo su un prossimo ribasso del titolo. Il recente rally del titolo (oltre i 1.200$ ad azione mentre scrivo) che ha reso Tesla il costruttore di automobili con la più alta capitalizzazione di mercato del pianeta, ha messo in grossi guai chi puntava a speculare sul ribasso.

Il prezzo di 69.420$ è un riferimento di Musk al suo compleanno che cade 69 giorni dopo il 4/20 (a sua volta un riferimento alla Cannabis).


TESLA SHORT SHORTS
Celebrate summer with Tesla Short Shorts. Run like the wind or entertain like Liberace with our red satin and gold trim design. Relax poolside or lounge indoors year-round with our limited-edition Tesla Short Shorts, featuring our signature Tesla logo in front with “S3XY” across the back. Enjoy exceptional comfort from the closing bell.

EDIT: lo zero finale del prezzo mi ha tratto in inganno, sono 69, non 69mila dollari....

lunedì 8 giugno 2020

1 miliardo di dollari

Il bonus è arrivato!
Nella sezione del sito Tesla è apparso il documento ufficiale in cui si anticipa agli azionisti i termini dell'esercizio da parte di Musk della prima tranche di stock option e su cui saranno chiamati al voto (non vincolante) il prossimo 7 luglio.
Elon Musk potrà quindi esercitare il diritto di acquisto di ulteriori 1.688.670 azioni Tesla (attualmente possiede il 20%) al prezzo di 350,02 $.

As of the date of this filing, (i) one operational milestone relating to $20.0 billion total revenue and (ii) one market capitalization milestone of $100 billion have been achieved and certified by the Board. In addition, one other operational milestone relating to $1.5 billion Adjusted EBITDA has been achieved but is subject to formal certification by the Board, and no other market capitalization milestones have been achieved. Consequently, one tranche under the 2018 CEO Performance Award, corresponding to an option to purchase 1,688,670 shares of Tesla’s common stock, has vested and become exercisable as of the date of this filing, subject to Mr. Musk’s payment of the exercise price of $350.02 per share and the minimum five-year holding period generally applicable to any shares he acquires upon exercise.




In questo momento il titolo TESLA sta viaggiando a 950 $ (massimo storico), cioé 600 $ sopra il prezzo a cui Musk ha diritto di comprarle. Ciò significa che il suo premio, se "incassato" ora varrebbe oltre 1 miliardo di dollari (600 $ x 1.688.670 azioni ).
Le azioni comprate da Musk dovranno essere tenute per un periodo di almeno 5 anni.

martedì 5 maggio 2020

Com'è la vita extra lavorativa di Elon Musk?




Felicitazioni a Elon Musk per essere diventato papà per la settima volta!
Ha annunciato il nome via tweet, si chiamerà: X Æ A-12 Musk
Ovviamente è partita la gara a capire se sia il nome reale, un rebus oppure un semplice scherzo. Anch'io mi sono divertito a ipotizzare che il nome sia Kyashan (Chi Ash..etc).
E' il primo figlio che Musk ha dalla compagna Grimes .
La madre dei precedenti 6 figli è invece la prima moglie Justine Wilson, con cui ha avuto: Nevada Alexander (n.2002 - m.2002),  Griffin (2004), Xavier (2004), Saxon (2004), Kay (2006), Damian (2006). Dopo il divorzio hanno concordato un affidamento condiviso dei figli.

venerdì 1 maggio 2020

Se lo dice lui...

Elon Musk lavora "gratis"? - Mega bonus sempre più vicino per il CEO di Tesla

Elon Musk è vicinissimo ad incassare un mega bonus in stock option del valore di svariate centinaia di milioni di dollari.
Il piano di incentivazione stipulato con l'azienda nel 2018 prevede infatti che al raggiungimento di 3 precisi obiettivi in termini di ricavi, adjusted EBITDA e capitalizzazione di borsa, venga corrisposta al CEO di Tesla (che non percepisce uno stipendio) una tranche di stock option di ammontare stabilito dalla tabellina qui sopra.

Si tratta del primo dei 12 step previsti dal CEO PERFORMANCE AWARD. Gli obiettivi in termini di Revenue e Adjusted EBITDA sono già stati raggiunti. Rimane quello dei 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di borsa, valore che dovrà essere mantenuto sia consecutivamente per 30 giorni consecutivi (raggiunto) che in termini di media su 6 mesi. 
Alla chiusura di borsa del 30 aprile, con un prezzo di 782$ ad azione il market cap corrispondente è pari a 144 miliardi. Il market cap medio degli ultimi 6 mesi è intorno ai 96 miliardi di dollari.

Quindi se il titolo tiene ancora per qualche settimana questi valori Elon Musk si porta a casa il diritto di acquistare ulteriori 1,7 milioni di azioni Tesla al prezzo scontato di 350$, cioè 432$ in meno dell'attuale prezzo di mercato.
432$ x 1700000 = 734 milioni di dollari 

Un bel bonus, non c'è che dire. Potrebbe pure riuscire ad estinguere i suoi mutui personali! (ma questo in un altro post...)
Link: 

martedì 7 aprile 2020

That's not rocket science!

"Non starai mica mettendo in dubbio le doti del CTO di Space-X?!" Mi è capitato di sentirmi rispondere così, di fronte alle mie perplessità sul business plan di Elon Musk per Tesla.
A molti, infatti, pare azzardato che ad un superuomo in grado di fondare, possedere e amministrare un'azienda privata che spedisce razzi nello spazio, addirittura assumendo l'incarico di Direttore Tecnico in prima persona, si possa contestare la capacità nel gestire un'azienda ben più normale come è una fabbrica di automobili.
Ci sono due errori in questo tipo di ragionamento.
Il primo è sopravvalutare il peso della qualità del prodotto, da un punto di vista squisitamente tecnico, nel successo dell'azienda che lo vende. Produrre qualcosa con specifiche tecniche superiori rispetto alla concorrenza è spesso una condizione necessaria per far funzionare l'azienda, ma non è mai sufficiente.
Il secondo è credere che sia più complesso eccellere nell'industria aerospaziale che in quella automobilistica. 
Vediamo perché, casomai, dovrebbe essere l'esatto contrario.
SpaceX è un'azienda aerospaziale privata, non quotata, attiva sia nella produzione che nei servizi di trasporto. Lavora quindi "a commessa" ed ha circa 6000 dipendenti.
L'ultimate goal dichiarato dall'azienda è permettere all'uomo di vivere in altri pianeti. Le tappe per arrivarci consistono nell'offrire "servizi di lancio" a clienti commerciali (e.g. satelliti per reti di comunicazione), istituzionali (le attività che NASA preferisce esternalizzare), nonché facoltosi privati.


Chi sono i principali competitor in questo business (lasciamo da parte, per il momento, il settore dei privati)?
  1. Arianespace SA: consorzio di agenzie governative europee che controlla il 60% del mercato mondiale di posizionamento di satelliti. (ca. 200 dipendenti)
  2. Khrunichev: storico gruppo russo (oltre 40 mila dipendenti totali) controllato dal Cremlino che copre un altro 30% del mercato. 

Qual è la strategia di Musk per proporsi come player in questo mercato?
  • Vertical integration: gestione in house di diverse fasi di produzione (che le società a controllo statale preferivano esternalizzare) riducendo i costi.
  • Innovazione tecnologica: ad esempio lo sviluppo di soluzioni che permettono il recupero di componenti che per i monopolisti statali erano un "vuoto a perdere". C'è da supporre che a tal fine SpaceX, miri a sottrarre i migliori specialisti agli altri competitor. 
  • Differenziazione del business: più offerte commerciali assecondando le richieste del mercato in maniera più rapida ed efficiente.

Riassumendo: SpaceX è chiamata ad imporsi, con un'azienda di dimensioni contenute, in un mercato fortemente innovativo dominato da player, perlopiù statali, molto spesso adagiate su posizioni monopoliste, poco stimolate all'innovazione. Pensare che un imprenditore con intuizioni geniali, enormi capacità finanziarie, aiutato da qualche decina di brillanti collaboratori, possa affermarsi in un settore di questo tipo è sicuramente ambizioso, alla portata di pochi, ma realistico e ragionevole.

Per contro, cosa possiamo dire dell'automotive?
  1. E' l'industria di produzione di serie più complessa che ci sia
  2. E' un mercato estremamente competitivo, con margini molto risicati.
  3. Il mercato globale è spartito tra una miriade di brand, molti dei quali facenti capo a gruppi industriali. Di questi il market leader ha circa il 10% di market share.
  4. Sono circa 20 i gruppi industriali che producono più di 1 milione di automobili l'anno. Variano dai 30 ai 300mila dipendenti.


Il "That's not rocket science!" ("non è mica astrofisica!" potremmo dire in italiano) che si usa a significare che l'argomento non è niente di particolarmente complicato, in un confronto tra mondi industriali assumerebbe il significato completamento opposto.
Nelle prossime puntate vedremo più nel dettaglio quali sono i limiti di Musk nel produrre automobili.

Premiata Sartoria Tesla

E' difficile farsi un'idea di quanto astronomica sia la valutazione di borsa di Tesla, (ca. 1000 miliardi di dollari a fine 2021) p...